L’ olio al CBD da oggi è considerato un farmaco stupefacente

Da oggi entra in vigore il Decreto Ministeriale che inserisce nella tabella B della legge 309/90 le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”: L’olio al CBD da oggi è considerato un farmaco stupefacente, vendibile solo dalle farmacie sotto il nome di “Epidyolex”.

DM 1° Ottobre 2020, GU 255 del 15/10/2020

Recita così l’ Articolo 1 del DM:

Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserita, secondo l’ordine alfabetico, la seguente categoria di sostanze:
composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo
ottenuto da estratti di Cannabis.

IL CBD NON E’ UNO STUPEFACENTE, L’OLIO AL CBD PER USO ORALE E’ UN FARMACO.

Questo significa che il CBD è considerato uno stupefacente? NO!, e lo ripeto. Semplicemente, da oggi, saranno vendibili solo in farmacia, perchè considerati medicinali stupefacenti, le SOMMINISTRAZIONI AD USO ORALE CONTENTE CANNABIDIOLO DA ESTRATTI DI CANNABIS.

Non è quindi fatta menzione di cristalli o fiori, o di altre formulazioni ad uso cosmetico o animale, neanche per gli oli al cbd che non sono per uso umano. Si può quindi continuare a coltivare e produrre legalmente infiorescenze.

Cosa significa quindi questo decreto?

Significa che: i produttori e i rivenditori che non avevano un prodotto farmaceutico e che era venduto ad uso umano interno e medicale, non potranno più produrre o vendere il loro prodotto.

C’è da ricordare che quasi nessuno degli oli al momento commerciati è dedicato all’uso orale e alla somministrazione con una posologia specifica. Sono quindi ancora in commercio tutti gli oli cosmetici, per animali, per uso esterno compresi i cristalli non ingeribili.

Come devono comportarsi i produttori di piante di canapa?

Chi produce canapa, sia essa biomassa da estrazione farmaceutica, infiorescenze per uso tecnico/collezionistico, piante germinate da seme, piante ornamentali e quant’altro, inclusi oli non ad uso umano, non risente di questo decreto ministeriale che, insisto, riguarda soltanto i prodotti ad uso umano da somministrazione per via orale. Cosa che è sempre stata fuori dalla legge.

I produttori di canapa possono serenamente continuare il proprio lavoro, rivendendo il loro prodotto ad altre aziende.

Chi produceva oli, fornendo indicazioni farmacologiche, posologia ecc ecc del proprio olio non poteva farlo precedentemente al decreto, adesso è certo anche della punizione che deriverebbe da questo comportamento scorretto.

Cosa Significherà per il mercato DEGLI OLI CBD O DEGLI ESTRATTI?

Cosa cambia dopo il decreto per i produuttori di canapa

Per il mercato questo significherà un incremento della domanda di Biomasse da parte dei laboratori di estrazione che potranno vendere alle ditte farmaceutiche che produrranno farmaci a base di CBD. Questo potrebbe comportare una apertura del mercato farmaceutico verso l’utilizzo del CBD che potrebbe essere una coltura redditizia per gli agricoltori italiani.

Senza dubbio l’esperienza agricola Italiana darà risultati eccellenti in un campo dove la parola d’ordine è: QUALITA’.

Spero che la mia interpretazione dei recenti avvenimenti ti sia stata utile per chiarirti le idee. Ti lascio, qui, un link interessante ad un blog per farmacisti a riguardo di questo argomento