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L’EUROPA VUOLE IL CBD ILLEGALE, ASSURDO!

L’EUROPA VUOLE RENDERE ILLEGALE IL CBD, AVANZAndO UFFICIALMENTE LA PROPOSTA DI identificarlo COME sostanza STUPEFACENTE.

Pochi giorni fa, in un comunicato ufficiale, è stata mostrata la volonta dell’Europa di rendere illegale il CBD

La notizia è già assurda così come è ed è ancora più assurdo è il contesto.

Quale era il pensiero dell’ UE fino a Gennaio 2019 – Il Novel Food

Infatti a Gennaio 2019 la comunità europea (Si, la stessa,) aveva inserito il CBD nella categoria dei Novel Food, ovvero una categoria di cibi “nuovi”. Molte azienda hanno richiesto l’inserimento del CBD in alcuni loro prodotti (gli integratori ad esempio).

Questo ci lascia con una domanda: Come mai l’ unione europea mantiene una posizione antiscientifica a riguardo?

Perchè l’UE è cieca di fronte al Mercato CBD e lo vuole rendere illegale

In questi anni il mercato del CBD ha dimostrato di essere un solido mercato, in crescita (in italia raggiunte punte del 62% di crescita DURANTE IL LOCKDOWN).

Ha dimostrato di poter generare posti di lavoro e di poter lavorare nella legalità fornendo prodotti salubri. Eppure, nonostante le analisi di mercato siano molte a dimostrazione di quanto detto, il CBD viene identificata come una droga.

Venerdì la Canada Statistics o StatCan (ovevro l’ ISTAT) cioè l’agenzia governativa per le statistiche ha dichiarato che il mercato della cannabis LEGALE rappresenta ora, per la prima volta, il 50,5% di tutto il mercato della cannabis.

La spesa delle famiglie canadesi per la cannabis legale ha finalmente superato quella per la cannabis illegale.

Quindi quale è il problema? E’ Forse è un problema di salute?!

L’Europa che ragioni ha per rendere illegale il CBD: l’ opinione dell’ OMS sul CBD.

Una pianta di cannabis che sfuma nel logo dell' OMS, per chiarire che c'è una apertura da parte dell' Organizzazione Mondiale della Sanità.

Giusto per continuare a evidenziare l’assurdità di tale intenzione voglio rendervi partecipi del pensiero dell’ OMS: L’organizzazione Mondiale della Sanità.

Nello scorso dicembre del 2019 che l’ OMS ha espresso la sua volontà di rivedere la pericolosità della cannabis comunicando al mondo che è necessario rivedere completamente il rapporto che abbiamo con la cannabis, evidenziando che dovrebbe essere più disponibile per tutti.

Nel 2018 su The Lancet è stato pubblicato uno studio relativo alla pericolosità delle droghe. Lo studio ha stilato la classifica tenendo conto dei danni che ogni droga provoca al singolo utilizzatore e alla società.

Questa ricerca mette al primo posto l’ alcool. Una grande parte dell punteggio è attribuito ai danni che si possono causare agli altri, specialmente danni fisici.

La cannabis (THC,) è invece all’ottavo posto. Analizzando il dato scopriamo che una grande parte dei danni “a terzi” sono calcolati come costi economici della lotta.

E’ interessante notare che non c’è nessun riferimento a morti direttamente legate all’utilizzo di cannabis, inoltre i danni direttamente legati all’utilizzo della cannabis sono considerati bassissimi, così come i costi ambientali.

Si capisce facilmente che la maggior parte dei danni sono legati a come la società percepisce la cannabis, piuttosto che alla sua effettiva pericolosità.

Per conoscenza lascio qui lo studio da scaricare, disponibile gratuitamente su thelancet.com

Quali sarebbero le conseguenze di una scelta simile?

Qualora si realizzasse questo scenario e l’UE rendesse illegale il CBD le conseguenze per il mercato sarebbero disastrose.

Gli stati membri dovrebbero recepire la decisione e creare una normativa che impedirebbe a chiunque produca estratti, infiorescenze, oli, integratori, pet food, e olto altro di poter continuare il proprio lavoro.

Il danno economico si concretizza già in diverse decine di milioni a livello europeo.

Impedirebbe agli imprenditori europei di poter svolgere del loro lavoro, ma anche agli imprenditori esteri di poter investire in un mercato fiorente e di alta qualità, come nel caso dell Canada stesso che sta investendo in Italia.

L’unico accesso che sarebbe consentito sarebbe quello tramite farmacia. Ovvero CBD in pillolle distribuite dalle farmacie. facendo quindi svanire completamente il mercato legato al Fiore e alle produzioni alimentari contenenti CBD.

Questo avrebbe un riflesso anche sul mercato della biomassa, che è attualmente un mercato abbastanza redditizio per gli agricoltori che decidono di investire in questo settore.

Con la sola possibilità di conferire il proprio prodotto a un singolo acquirente, anche gli agricoltori vedranno i prezzi della loro merce abbassarsi vertiginosamente, dettati dai pochi acquirenti ammessi a trattare la molecola.

E’ triste immaginare una nuova coltura redditizia, che stava facendo rialzare un po’ la testa agli agricoltori (da sempre vessati da costi di produzione altissimi e fatturati bassissimi se comparati ai costi) debba essere resa illegale senza alcuna ragione logica o scientifica.

Per rimanere informato continua a seguirmi su instagram (@niccobianchi_agronomo).

Se vuoi conoscere la situazione attuale del mercato della cannabis light puoi leggere questo articolo

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